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Ortona: associazioni ricorrono al TAR contro il Piano regolatore

Ortona
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Un Piano regolatore che prevede ettari di nuova cementificazione ingiustificata, senza fare ricorso alla rigenerazione urbana e a ridosso delle riserve naturali dei Ripari di Giobbe e dell’Acquabella. Ecco perchè il Coordinamento Tutela delle Vie Verdi d’Abruzzo e le associazioni Stazione Ornitologica Abruzzese, Lega Italiana Protezione Uccelli e Gruppo di Intervento Giuridico hanno fatto ricorso al TAR.

Approvato nel maggio di quest’anno e pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale il primo giugno scorso, il Piano regolatore generale di Ortona (Chieti) è già messo in discussione da un ricorso al TAR che ne chiede l’annullamento. Il motivo: troppo cemento, poca rigenerazione, impatti negativi sulle riserve naturali. A presentarlo, il primo settembre, un gruppo di associazioni.

Le critiche delle associazioni al Piano regolatore del Comune di Ortona

“Il nuovo Piano regolatore generale del Comune di Ortona prevede vere e proprie colate di cemento sulla costa dei trabocchi, addirittura proprio davanti alle riserve naturali dei Ripari di Giobbe e dell’Acquabella e lungo la fascia costiera tra lido Riccio e fiume Foro, al confine con Francavilla” denuncia il Coordinamento Tutela delle Vie Verdi d’Abruzzo, che insieme alle associazioni Stazione Ornitologica Abruzzese, Lega Italiana Protezione Uccelli e Gruppo di Intervento Giuridico hanno depositato il ricorso al TAR chiedendo che il Piano regolatore venga annullato. Il nuovo strumento urbanistico, secondo i firmatari del ricorso, “consente oltre 50 ettari di nuova cementificazione, pari a circa 70 campi da calcio, fondando le scelte su un’irrealistica previsione di aumento di un terzo della popolazione (da 23mila a 34mila abitanti) quando la stessa sta calando ormai da alcuni anni”. Tra le obiezioni, anche uno scarso ricorso alla rigenerazione urbana. “Invece di puntare sulla riqualificazione del centro storico, sono state previste vaste aree destinate a nuovi edifici, con centinaia di migliaia di metri cubi di cemento proprio tra gli oliveti davanti alle due riserve naturali dell’Acquabella e dei Ripari di Giobbe”. Al Piano regolatore si attribuisce anche la violazione della normativa sulla Valutazione ambientale strategica. “Le osservazioni delle associazioni tese a dimostrare l’inutilità delle aree di espansione e l’impatto gravissimo sulle matrici ambientali non sono state contro dedotte” spiega ancora il Coordinamento. Tra le altre cose, si denuncia “il mancato adeguamento alle numerose prescrizioni espresse dalla Soprintendenza, dalla Asl e dalla Provincia di Chieti che avevano richiesto modifiche sostanziali per ridurre l’impatto ambientale e paesaggistico”.

La risposta dell’amministrazione comunale

“Nessuna colata di cemento davanti alle riserve naturali e sulla costa dei trabocchi”, risponde il Comune, che in regime di campagna elettorale e nel rispetto dalla normativa Agcom è tenuto a comunicazioni impersonali. “Si continua a utilizzare il nuovo Piano regolatore, che la città di Ortona attendeva da 28 anni, per propaganda politica, in piena campagna elettorale. Il nuovo Piano pone invece una grande attenzione alla tutela dell’ambiente, in particolare delle due riserve regionali dei Ripari di Giobbe e dell’Acquabella, alla riduzione dell’utilizzo del suolo, all’abbassamento degli indici edificatori e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”. Secondo l’amministrazione, dunque, le attenzioni alla sostenibilità non sarebbero mancate. “Lo sviluppo turistico lungo la costa nord è stato programmato con attenzione inserendo criteri di ecosostenibilità, favorendo così l’insediamento di strutture leggere a servizio della crescente attenzione turistica che il nostro territorio sta incontrando. A completare la visione di tutela della costa ortonese, questo piano regolatore per la prima volta ha inserito l’antico borgo dei pescatori dell’Acquabella in un’area di massima tutela sotto l’aspetto urbanistico, bloccando le speculazioni edilizie già in corso”.

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Redazione

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