La ricarica non passa più solo dalle colonnine: il test italiano sulla Brebemi mostra come l’asfalto possa alimentare i veicoli mentre viaggiano.
Dimenticare le soste obbligate, le colonnine occupate e i cavi da collegare potrebbe non essere più un’idea futuristica. La ricarica wireless per le auto elettriche sta evolvendo verso una soluzione capace di trasferire energia direttamente dalla strada al veicolo in movimento.
Questa tecnologia, chiamata ricarica dinamica o DWPT (Dynamic Wireless Power Transfer), è già stata sperimentata in Italia con il progetto Arena del Futuro, realizzato accanto all’autostrada A35 Brebemi. Ma come funziona davvero? Ed è sicura per chi guida e per chi si trova nelle vicinanze? Scopriamolo insieme.
L’ansia da colonnina
Quando si parla di auto elettriche, il dibattito si concentra quasi sempre sull’autonomia dichiarata delle batterie. Nella vita reale, però, il problema che molti automobilisti percepiscono come più frustrante è un altro: il momento della ricarica.
La cosiddetta Range Anxiety non nasce soltanto dalla paura di rimanere senza energia, ma soprattutto dall’incertezza di trovare una colonnina libera, dalla necessità di pianificare le soste e dai tempi di attesa durante i lunghi spostamenti. Anche con batterie sempre più efficienti, un viaggio richiede spesso una programmazione diversa rispetto a quella di un’auto tradizionale.
È proprio qui che la ricarica dinamica cambia prospettiva. Invece di aumentare all’infinito la capacità delle batterie, l’idea è fornire energia mentre il veicolo è già in marcia, trasformando la strada in una vera infrastruttura energetica. Il vantaggio non riguarda solo il comfort del guidatore: una batteria che viene continuamente alimentata lungo il percorso potrebbe anche essere progettata con dimensioni e peso inferiori, riducendo consumi e costi.
L’asfalto che trasmette energia è possbile? Il funzionamento del sistema DWPT
Dietro l’acronimo DWPT (Dynamic Wireless Power Transfer) c’è un principio fisico noto da decenni: l’induzione elettromagnetica. La novità consiste nell’aver adattato questa tecnologia a veicoli che viaggiano a velocità elevate, mantenendo il trasferimento di energia stabile, efficiente e sicuro.
A differenza delle tradizionali stazioni di ricarica, qui non esiste alcun contatto diretto tra automobile e infrastruttura. L’energia viene trasmessa senza fili grazie a un sistema di bobine integrate nella carreggiata e a un ricevitore installato sotto il veicolo.
Spire di rame e risonanza magnetica
Sotto il manto stradale, a pochi centimetri di profondità, vengono posizionate delle spire di rame collegate alla rete elettrica. Queste bobine generano un campo magnetico controllato solo quando il sistema rileva un veicolo compatibile.
L’automobile, dal canto suo, monta un ricevitore sotto il telaio. Quando passa sopra le spire, entra in gioco la risonanza magnetica: il campo generato dalla strada induce corrente elettrica nel ricevitore, che alimenta direttamente il motore oppure ricarica la batteria.
Il principio è molto simile a quello di uno spazzolino elettrico o di uno smartphone appoggiato su una basetta di ricarica wireless. La differenza è che, nel caso della ricarica wireless per le auto elettriche, il trasferimento avviene mentre il veicolo continua a muoversi e con livelli di potenza molto più elevati, sufficienti a sostenere la marcia anche a velocità autostradali.
I campi magnetici sono pericolosi per la salute umana?
È probabilmente la domanda più frequente quando si sente parlare di strade elettrificate: camminare sopra una carreggiata a induzione espone a radiazioni o a rischi per la salute?
La risposta, secondo gli standard internazionali, è no.
I sistemi DWPT non emettono continuamente campi magnetici nell’ambiente. Le sezioni della strada vengono attivate soltanto quando riconoscono un veicolo autorizzato dotato del ricevitore compatibile. In assenza del mezzo, le bobine restano inattive, evitando dispersioni energetiche inutili.
Inoltre, i livelli di esposizione sono progettati per rispettare i limiti fissati dalle linee guida della Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNIRP), adottate come riferimento anche in Europa. Le misurazioni effettuate durante le sperimentazioni mostrano che l’intensità del campo magnetico all’interno dell’abitacolo è paragonabile a quella prodotta da numerosi dispositivi elettrici di uso quotidiano e rimane entro i limiti di sicurezza previsti dalle normative tecniche. In altre parole, non si tratta di una strada “sempre accesa”, ma di un’infrastruttura intelligente che eroga energia solo quando serve.
Il caso studio italiano l’Arena del Futuro sulla Brebemi
La dimostrazione più concreta di questa tecnologia arriva proprio dall’Italia. Arena del Futuro è il circuito sperimentale realizzato a Chiari, in provincia di Brescia, accanto all’autostrada A35 Brebemi, grazie a un consorzio guidato da Stellantis, A35 Brebemi-Aleatica e numerosi partner industriali e universitari.
L’anello di prova misura circa 1.050 metri ed è stato progettato per verificare la fattibilità della ricarica wireless per le auto elettriche in condizioni di traffico reale. Durante i test, diversi veicoli hanno percorso il circuito ricevendo energia direttamente dall’asfalto senza collegarsi ad alcuna colonnina.
Tra i mezzi coinvolti figurano una Fiat 500 elettrica opportunamente equipaggiata e autobus IVECO E-Way, che hanno viaggiato a velocità autostradali dimostrando la capacità del sistema di fornire energia sufficiente a mantenere la marcia senza ridurre significativamente l’autonomia della batteria. I risultati hanno confermato la stabilità del trasferimento energetico anche durante il movimento continuo dei veicoli.
| Vantaggio logistico | Vantaggio economico | Impatto sulle batterie |
| Meno soste durante i lunghi viaggi | Riduzione della dipendenza dalle colonnine | Possibilità di batterie più leggere e meno pesanti |
| Ricarica continua in movimento | Minori tempi di inattività del veicolo | Minore necessità di capacità elevata a bordo |
| Maggiore fluidità della mobilità elettrica | Ottimizzazione dell’infrastruttura energetica | Potenziale riduzione di peso, costi e consumi |
L’obiettivo del progetto non è sostituire completamente le stazioni di ricarica, ma creare una rete complementare dedicata ai tratti più trafficati, come autostrade e grandi arterie di collegamento. In questo scenario, la batteria diventerebbe sempre meno un serbatoio enorme da riempire e sempre più un accumulatore intelligente supportato dall’infrastruttura stradale.
La sperimentazione della Brebemi rappresenta quindi un passaggio importante verso una mobilità elettrica in cui l’energia non viene cercata durante il viaggio, ma accompagna il veicolo lungo il percorso. Se la diffusione su larga scala richiederà ancora investimenti e standard condivisi, Arena del Futuro ha già dimostrato che la ricarica dinamica non appartiene più alla fantascienza, ma a una tecnologia concretamente testata sulle strade italiane.




